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AMPLIFICATORE PROGRAMMABILE 2008 Attenzione: Per una migliore lettura scaricatevi il file PDF nella sezione download. |
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L’idea di realizzare questo prototipo, è scattata dalla volontà di ricreare non un’imitazione di un suono valvolare, tantomeno una replica di un modello vintage, ma dalla ricerca di eliminare la distorsione tipica degli elementi a stato solido che riproducono armoniche d’ordine dispari non piacevoli all’orecchio perché distanti musicalmente dalla fondamentale che stiamo suonando, nello stesso tempo però far crescere in maniera progressiva e non improvvisa le armoniche d’ordine pari della nota suonata che rendono il suono dinamicamente più ricco e bello. Per far questo ho investito molto tempo nella ricerca di configurazioni circuitali, che avessero la caratteristica richiesta e vale a dire quella di riprodurre la famosa distorsione di seconda armonica.
Oltre a questo stavo cercando qualcosa per distinguere questo amplificatore da tutti gli altri e l’idea mi è arrivata quando ho notato che spesso certi suoni dell’ampli sono raggiunti ponendo i controlli al massimo della corsa per ottenere, ad esempio, la massima distorsione e quindi senza utilizzare tutta la serie di valori intermedi. Essendoci delle situazioni in cui i gain vanno settati al massimo, come fosse non un controllo rotativo ma un interruttore, ho inserito la possibilità di commutare rapidamente un controllo al massimo, oppure al minimo per ottenere il massimo suono pulito, oppure bypassare uno o più controlli tramite l’ausilio di microinterruttori che ci permettono di programmare l’ampli. |
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I 10 microinterruttori per la programmazione. Ho pensato quindi il circuito diviso in blocchi, composti al massimo da tre potenziometri come quello dei toni (BASS / MID / TREBLE) o con un solo controllo come il NOTCH, che possono essere attivati o bypassati tramite la programmazione dei microinterruttori presenti nel lato superiore dell’ampli (tre stadi per il controllo tonale per un totale di sei potenziometri), in cui sono presenti tre led di colore arancio per segnalare l’attivazione o meno dello stadio.
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I tre controlli di tono BASS, MID e TREBLE. Il controllo NOTCH. |
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GAIN al minimo (CLEAN). GAIN al massimo (LEAD). |
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GAIN regolabile (ENTRAMBI). Il deviatore a tre posizioni. Altri blocchi presentano controlli rotativi e deviatori come lo stadio di GAIN-1 in cui un led multicolore, sempre acceso, ci segnala se nella programmazione abbiamo scelto di impostare il GAIN-1 al minimo di conseguenza abbiamo acceso il led verde e il controllo è come fosse ruotato al minimo (solo suono CLEAN) oppure al massimo se è acceso il led rosso e il controllo è come fosse ruotato al massimo (solo suono LEAD) oppure nella posizione standard se è acceso il led arancio e il controllo è regolabile (entrambi i suoni). Nella situazione in cui sono accesi tutti e cinque i led di colore arancio l’ampli permette l’utilizzo di tutti i controlli rotativi come qualsiasi amplificatore monocanale, com’esso è, ma con l’ausilio del suo pedale possiamo avere ben quattro suoni diversi (due programmazioni sono sull’ampli e altrettante sul pedale).
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La situazione sopra descritta con tutti i controlli funzionanti nel canale/suono LEAD. |
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L’interruttore del GAIN-1. L’interruttore del GAIN-2. Abbiamo a disposizione due interruttori che permettono di limitare i picchi di segnale (funzione LIMITER) oppure di aumentare il gain mentre si arrotondano i picchi (funzione HARMONICS) per ottenere la sopraccitata distorsione di seconda armonica oppure disinserire queste possibilità (funzione NORMAL) per avere il suono il più pulito possibile magari per suonare musica jazz. |
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Il volume d’uscita LEAD con Il volume d’uscita CLEAN con relativo interruttore e led relativo interruttore e led. Di seguito abbiamo i due controlli di volume d’uscita (uno per il LEAD / LEAD-MORE e l’altro per il CLEAN / CLEAN-MORE) integrati da due interruttori a levetta che permettono d’incrementare le frequenze basse per suonare a volume ridotto con un suono pieno e incrementare quelle alte per più brillantezza. |
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Il controllo di REVERB che è unico per tutti i suoni e l’interruttore MUTE con relativo led di controllo che zittisce il finale di potenza per fare una pausa senza spegnere l’ampli.
Può anche essere usato per testare il suono in diretta su un mixer.
Nel pannello retro-superiore troviamo da sinistra a destra: l’interruttore per passare dal comando da pannello a pedaliera, i 10 microinterruttori per la programmazione, uno speciale filtro passa-basso regolabile tra 10 e 2 Khz per limitare l’eventuale effetto zanzara (ANTI-ZZZ) o per simulare uno speaker più grande e infine il portafusibile e l’interruttore d’accensione. |
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Il pannello retro-superiore. Nel pannello posteriore da sinistra a destra abbiamo: il cavo d’alimentazione, il dissipatore termico, l’uscita jack per il cono interno o uno esterno, l’uscita jack per un mixer o un altro finale di potenza, i due jack per il collegamento ad effetti esterni, i due connettori RCA per il collegamento delle molle del riverbero e il cavo della pedaliera. |
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Il pannello posteriore.
Pedaliera programmabile
Nella pedaliera, progettata in seguito, ho deciso di inserire altri due suoni derivanti da CLEAN e LEAD dell’ampli chiamandoli, come discendenti, CLEAN-MORE e LEAD-MORE che possono essere riprogrammati separatamente da nuovo con l’ausilio di sei microinterruttori per suono (qui è stata aggiunta la possibilità d’esclusione del riverbero), ma con il limite dei gain compresi tra il CLEAN e il LEAD e per questo discendenti.
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| La pedaliera programmabile. |
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Due commutatori a pedale ci permettono d’avere i quattro suoni con il primo chiamato LEAD/CLEAN che effettua la stessa selezione dell’interruttore sotto al jack d’ingresso e permette il passaggio oltre da LEAD a CLEAN e viceversa anche quello da LEAD-MORE a CLEAN-MORE e viceversa. Due led uno di colore rosso e l’altro di colore verde ci segnala l’avvenuto cambio. Il secondo commutatore permette il passaggio da LEAD a LEAD-MORE oppure il passaggio da CLEAN a CLEAN-MORE. L’accensione o lo spegnimento di un led giallo ci segnala il passaggio ai suoni programmati da pedale a quelli programmati sull’ampli. Per finire oltre al cavo che collega il pedale all’amplificatore, abbiamo uno speciale connettore multipolare per comandare la chitarra elettrica abbinata in cui oltre al cambio canale riporta indietro il segnale della chitarra e un normale jack da ¼ di pollice per collegare la stessa chitarra all’ingresso dell’ampli. |
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Il pedale dell’amplificatore. Conclusioni: anche se a prima vista l’utilizzo di quest’amplificatore potrà sembrare molto complicato, una volta comprese le possibilità di personalizzazione, sarà più facile di tanti amplificatori in cui dobbiamo sempre trovare un compromesso tra i vari suoni da settare, inoltre essendo questo un prototipo mi è sembrato giusto sperimentare tutte le possibilità circuitali che poteva offrire salvo poi ridurre e tagliare ciò che è superfluo in un’eventuale produzione. |
Amplificatore Programmabile
























